jihad e petrolio

Oggetto: jihad e petrolio
Data: lunedì 31 ottobre 2005 17.34
JIHAD E PETROLIO
da Giorgio Goldoni
Stiamo assistendo ad un trasferimento di ricchezza di proporzioni storiche dalle economie occidentali ai paesi produttori di petrolio. Ciò non giova sicuramente alla lotta contro il fondamentalismo islamico e le sue implicazioni terroristiche.
L'equilibrio tra domanda e produzione è così delicato che bastano incidenti anche lievi per causare l'ennesimo aumento nel costo di un barile di petrolio.
Negli ultimi tempi il fondamentalismo islamico e il suo braccio jihadista hanno compiuto circa 300 attacchi a oleodotti e raffinerie , oltre che in Iraq , in Cecenia, Pakistan, India, Russia, Azerbadjian e Nigeria.
Questo sabotaggio sistematico ha dato come risultato una mancanza cronica giornaliera di circa un milione di barili. Se essi avessero raggiunto il mercato , saremmo ancora ad un costo di circa 40 dollari al barile.
Questo sabotaggio è in definitiva per il terrorismo il migliore modo per danneggiare l'economia occidentale nel suo insieme.
 

jihad e petrolioultima modifica: 2005-11-01T16:33:29+01:00da giorgiogoldoni
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